Dal 15 al 22 settembre 2025 otto agenti di viaggio, insieme a due membri dello staff TWE, hanno vissuto un’esperienza unica in Oman grazie alla collaborazione con l’Ente del Turismo del Sultanato dell’Oman. Un itinerario che ha mostrato un Paese autentico, lontano dallo sfarzo e vicino alla vita quotidiana delle comunità. Ecco il racconto, giorno per giorno.
Giorno 1 – Muscat tra eleganza e tramonti sul mare
Appena atterrati a Muscat non c’è stato tempo da perdere: ci siamo immersi subito nella capitale. La Grande Moschea del Sultano Qaboos ci ha lasciati senza parole: immensa, bianca, con un tappeto tessuto a mano in un unico pezzo e un lampadario Swarovski che brillava. Ma la magia vera è arrivata al tramonto, quando ci siamo imbarcati su un dhow tradizionale al porto di Mutrah: cuscini colorati, il mare calmo, le montagne che si scurivano e il cielo che si accendeva di rosso. Un momento wow che resterà impresso.
Giorno 2 – L’incenso, i dhow e un fiordo inesplorato
La giornata ci porta al Bimah Sinkhole, un luogo che sembra uscito da una leggenda. Si racconta che un meteorite caduto dal cielo abbia creato questa cavità spettacolare, riempiendola d’acqua e trasformandola in un lago dalle sfumature turchesi dove cielo e terra si incontrano. Facciamo anche un tuffo accolti da piccoli pesci che ci solleticavano i piedi. A Sur abbiamo incontrato un artigiano dei dhow: il profumo del legno, i gesti lenti e sapienti ci hanno riportato a un tempo antico. Poi l’escursione a Ghor Grama, un fiordo remoto e silenzioso. Nessun turista, solo pescatori che lanciavano le reti e ragazzini che facevano tuffi: la quotidianità omanita, senza filtri.

Giorno 3 – Le tartarughe e il respiro del deserto
Alle 4 del mattino, con il buio e un cielo pieno di stelle, ci siamo diretti alla riserva naturale di Ras Al Jinz. Qui la natura ci ha regalato una doppia emozione: una tartaruga che deponeva le uova e, poco più in là, i piccoli che correvano verso il mare. Vedere la loro fatica e la loro forza è stato un momento commovente, di quelli che strappano lacrime. Dopo la colazione, l’incanto del Wadi Bani Khalid con le sue piscine cristalline. Nel pomeriggio, l’ingresso nel deserto di Sharqiya Sands: dune dorate, jeep che correvano sulla sabbia e perfino una tempesta di sabbia e pioggia che ha reso l’avventura ancora più epica.

Giorno 4 – Canyon e paesaggi scolpiti dal tempo
Dopo l’alba tra le dune, ci siamo rimessi in viaggio. Prima il Castello di Jabrin con i suoi soffitti dipinti, poi il Forte di Bahla, patrimonio UNESCO. Salendo verso i monti Hajar abbiamo raggiunto il Jebel Shams, il “Grand Canyon dell’Oman”: viste mozzafiato, silenzi assoluti e una natura grandiosa. La pista sterrata del Wadi Nakhar ci ha portati dentro scenari selvaggi e spettacolari, tra gole e rocce scolpite. Infine, l’arrivo a Misfah, villaggio di montagna dove abbiamo dormito in una heritage house: stanze semplici, mattoni di fango, tappeti e terrazze panoramiche.
Giorno 5 – Villaggi rigenerati e terrazze di rose
La mattina a Misfat Al Abriyeen è stata come un salto indietro nel tempo: case in pietra, viuzze strette, il sistema di canali che ancora oggi porta l’acqua ai palmeti. Lo storyteller del villaggio ci ha raccontato le storie del nonno centenario, regalandoci un pezzo di memoria viva. Poi la salita a Jebel Akhdar, più fresco e rigoglioso, con terrazze coltivate a melograni e rose profumate. Il nostro hotel era un esempio perfetto di turismo sostenibile: mobili costruiti con legno recuperato, cesti tradizionali trasformati in lampadari, famiglie del villaggio coinvolte in cucina. Al tramonto, la luce rossa che avvolgeva il canyon da Diana’s Point ci ha lasciati senza fiato.
Giorno 6 – Nizwa e il pranzo più autentico
Il caldo intenso non ci ha fermati nella visita al forte di Nizwa e al suo vivace souq. Ma il cuore della giornata è stato l’incontro con la famiglia di Abdulla Al Tobi a Zukayt. Nella loro fattoria abbiamo raccolto datteri, dato da mangiare alle caprette, imparato a riconoscere i frutti maturi. Poi tutti seduti per terra, a condividere un pranzo tradizionale. I bambini curiosi, la moglie che ci ha accolto in cucina: un momento autentico, che ci ha fatto sentire parte della loro quotidianità.

Giorno 7 – Muscat
Rientrati a Muscat, abbiamo chiuso il viaggio con una cena di arrivederci nel nostro bellissimo hotel che ci ha ospitato. Un’occasione per ripercorrere insieme le emozioni dei giorni passati e renderci conto che l’Oman ci aveva regalato molto più di un viaggio: ci aveva fatto vivere la sua anima.
Con la valigia piena di ricordi e il cuore colmo di emozioni, siamo ripartiti verso l’Italia, consapevoli di aver conosciuto un Oman diverso: non solo panorami spettacolari, ma un Paese che accoglie con semplicità, tradizione e autenticità.

Un grazie speciale all’Ente del Turismo del Sultanato dell’Oman e ad Oman Air per aver reso possibile questo viaggio indimenticabile.

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